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I mille volti dello Chardonnay - Benvenuti alla Chardonnay Tasting GLUGULP!

Mettici un gruppo di amici, 8 etichette alla cieca e il gioco è fatto.

Il fil rouge della degustazione? Lo Chardonnay di zone diverse della Champagne (e non solo) declinato nelle sue molteplici sfaccettature.

Tra i vini in degustazione, presenti un Côteaux Champenois, un vino “pirata” che però ha qualcosa in comune con lo Champagne e un vino “missile”, per intenderci uno Champagne leggendario e di prestigio, sinonimo di eccellenza assoluta.

Di chi stiamo parlando? Se siete curiosi vi consigliamo la lettura fino alla fine.

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1. Champagne Extra Brut Les Gras d'Huile, Oudiette
Siamo partiti subito alla grande con questo Blanc de Blancs da uve Chardonnay di 5 differenti vendemmie: 72% annata 2019, 32% dai raccolti 2018, 2017, 2016 e 2015. Le uve raccolte provengono dall’omonimo Lieu-Dit, Les Gras d'Huile, di proprietà del Domaine Oudiette e piantato nel 1993 nei dintorni del villaggio di Beaunay nel Côteaux Du Petit Morin. Vinificazione e affinamento in piccole botti della Tonnellerie de Champagne, oltre 24 mesi sui propri lieviti e dosaggio finale di soli 1 g/l. Dégorgement 07/2022. Uno Champagne pieno, intenso, una mineralità elegantissima sia al naso che alla bocca; uno Champagne che ha stupito per la sua profondità e persistenza.

2. Champagne Extra Brut Champ Viole, Pierre Gerbais
Champ Viole è un Lieu-Dit nel villaggio di Celles-sur-Ource, uno storico vigneto piantato sulla collina con esposizione a sud. Qui Il terroir è unico, un suolo Kimmeridgiano composto da marna e calcare ricco di fossili, che assomiglia più a quello di Chablis e Sancerre piuttosto che ai terreni gessosi della regione settentrionale della Champagne. Vinificazione in vasche d'acciaio inox e successivo assemblaggio con vin de réserve perpétuelle dal 2011 al 2018, affinamento per 36 mesi sui propri lieviti e dosaggio finale di 3 g/l. Dégorgement 04/2022. Fine ed elegante, lo Champagne Champ Viole si è rivelato un po' timido all’inizio, con una predominanza di frutta fresca e note vegetali che hanno celato un naso leggermente smorzato. All’assaggio il palato è risultato fresco, sapido, e la stuzzicante acidità, accompagnata dalle note di frutta esotica lo ha reso decisamente appetitoso. Uno Champagne complessivamente armonioso e invitante che è stato tuttavia un po' oscurato dall’importante struttura olfattiva e gustativa del precedente Champagne.

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3. Champagne Extra Brut Epinette de Champagne, Maurice Choppin
Lo Champagne Epinette de Champagne è un vino che ha sorpreso tutti i presenti, soprattutto se comparato ai nomi altisonanti e più conosciuti. Siamo a Damery, nella Vallée de la Marne e Benjamn Choppin, figlio di Maurice e ultimo di sette generazioni è uno di quei giovani Vigneron che spinge per una produzione di vini identitari, dalla personalità autentica. Le fermentazioni spontanee, l’utilizzo di lieviti indigeni, i minimi interventi (no filtrazioni e chiarificazioni), l’utilizzo di tonneaux e barrique in cantina, sono tutte scelte che si riflettono sui suoi Champagne, che stanno raggiungendo tratti stilistici ben definiti. Lo Champagne Epinette de Champagne, frutto della vendemmia 2017, affina in botti di rovere da 500 lt per almeno 36 mesi; dosaggio nei 3g/l e dégorgement 04/2021. Al naso si distinguono eleganti aromi terziari, accompagnati da lievi profumi tipici della tostatura; il palato è rotondo, fresco e cremoso, appagante. Da provare, soprattutto per chi ancora non lo conosce.

4. Côteaux Champenois Blanc "Coteaux 2019", Vincey
È la volta del Côteaux Champenois, unico vino fermo tra tutte le bollicine della serata, sempre 100% Chardonnay. Vendemmia 2019, il Côteaux Champenois Blanc Coteaux 2019 del Domaine Vincey si è presentato come un vino molto elegante e dall’incredibile finezza, perfettamente equilibrato tra mineralità e tostatura, conseguente all'utilizzo del legno in affinamento. La vinificazione e l’affinamento del vino avvengono infatti per circa 27 mesi in botti di rovere prima dell'imbottigliamento a dicembre 2021. Un vino fresco e vibrante, dal leggero tocco salino e speziato. Da assaporare senza fretta.

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5. Franciacorta Extra Brut Dequinque Cuvée 15 vendemmie, Uberti
Ed ecco il vino “pirata”, l’intruso per così dire, un Franciacorta accanto a tanti Champagne. Un vino davvero interessante che ci ha stupito e meravigliato, soprattutto per il suo profilo aromatico assolutamente particolare. Straordinario Franciacorta, sintesi espressiva del divenire che si fa memoria: è la genesi di una cuvée di 15 vendemmie delle migliori uve Chardonnay dal 2002 al 2016, una riserva perpetua in un unico tino. Oltre 60 mesi sui lieviti, dégorgement a settembre 2022 e dosaggio 2g/l; il risultato è eccezionale, un vino stupefacente e di gran fascino. Profondo e intenso, naso pungente di grafite, pietra focaia e polvere da sparo, accompagnate da note iodate, minerali e intrecci suadenti di agrume e nocciole tostate con accenni balsamici in sottofondo. Il palato è di grande struttura e complessità, piacevole freschezza e sapidità, un finale dalla lunga scia minerale. Un vino che ha sicuramente ampliato il classico quadro aromatico a cui siamo generalmente abituati.

6. Champagne Extra Brut Le Couchant 2017, Laurent Lépitre
Siamo poi tornati in Champagne, curiosi di scoprire cosa ci avrebbe riservato il sesto vino in degustazione. Siamo ripartiti con Laurent Lépitre, giovane Vigneron erede di una tradizione famigliare lunga oltre un secolo a Coulommes-la-Montagne, nella Petite Montagne de Reims. Un Blanc de Blancs da uve di vigne del Lieu-dit “Le Couchant” coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica su una collina con esposizione a ovest su terreni argillo-calcarei. L’idea del produttore di creare uno Champagne autentico, espressione originale del terroir non è stata disattesa: lo Champagne Le Couchant ha spiccato per il suo ampio bouquet dalle note agrumate, minerali e in divenire note più speziate di pepe, pan di zenzero e tabacco. La corposa struttura del vino si combina con freschezza e mineralità delicata al palato, uno Champagne elegante, avvolgente, che forse di primo acchito può risultare un po' rallentato rispetto alla potenza olfattiva e gustativa del vino precedente, ma queste sono le regole del gioco della degustazione. Per questo ci siamo ripromessi un secondo assaggio perché Le Couchant è il tipico Champagne che fa venire voglia di berne ancora e ancora. Millésime 2017, vinifica e affina in botti da 228L per almeno 10 mesi, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e minimi interventi in cantina; dégorgement a dicembre 2021 e dosaggio 2 g/l.

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7. Champagne Extra Brut Chemin de Châlons 2018, La Rogerie
Assaggio dopo assaggio è stato uno scintillio di sensazioni ed emozioni, e conquistati da un turbinio di profumi e aromi sorprendenti, siamo giunti al settimo e penultimo Champagne in degustazione: lo Champagne Chemin de Châlons 2018 del Domaine La Rogerie.
È lui il “missile”? Ve lo diciamo subito, non lo è, e capirete il perché.
Partiamo dalle sue origini: un Blanc de Blancs frutto dell'assemblaggio di uve Chardonnay del raccolto 2018 da due parcelle piantate nel 1959 e nel 1937, rispettivamente ad Avize e a Cramant di soli 0,32 ettari. Il Domaine è oggi guidato da Justine Boxler e François Petit che incoraggiano la crescita naturale e lo sviluppo della biodiversità organica nei vigneti, con l’obiettivo di mostrare nei loro vini la forma più pura del terroir. In cantina fermentazioni spontanee in barrique, nessuna filtrazione ne chiarifica, dosaggi minimi. Questi due giovani Vigneron con i loro nuovi Champagne incarnano il passaggio da tradizione a modernità, che di fatto è un ritorno alle origini. Lo Champagne Chemin de Châlons è un vino intenso e di corpo, dalle note agrumate, fragranti e minerali che spiccano al naso. Il palato dai tratti minerali è sapido, avvolgente, con una bella acidità e un finale lungo. Uno Champagne dallo stile preciso e profondo, che appassiona, che dà e darà grandi soddisfazioni.

8. Champagne Extra Brut V.O., Jacques Selosse
Ecco svelato il “missile”. Ancora non sapevamo che si trattava del grande Selosse e già alla vista avevamo capito che questo Champagne aveva molto da dire, e che quelle sfumature dorate intense quasi aranciate facevano presagire uno Champagne dalla struttura meravigliosa. Il Domaine Jacques Selosse non ha bisogno di grandi presentazioni, è quel nome che fa emozionare ogni appassionato, un mito e il punto di riferimento indiscusso per la viticoltura in Champagne. Il suo stile è unico, così come i suoi Champagne frutto dell’interpretazione e della grande personalità di Anselme Selosse, che ha guidato il Domaine dal 1974 e che ora ha lasciato il timone al figlio Guillaume, che sulla scia del padre sta dando un’identità originale ed esclusiva ai suoi vini. Siamo ad Avize, Grand Cru della Côte des Blancs dove la famosa “craie” restituisce Chardonnay ai massimi livelli di espressività. Champagne V.O. (Version Originale) è frutto dell’assemblaggio di tre annate, la 2014, 2013 e 2012 da vigne dei Grand Crus di Avize, Cramant e Oger ed è caratterizzato da un lungo affinamento sui lieviti. Uno Champagne complesso e ricercato, al naso i profumi sono intensi con una nota agrumata e calcarea/gessosa, con sentori tostati ben equilibrati sul finale. Il palato è di grande struttura e pulizia, fresco, sapido, quasi asciutto. Questo Champagne esprime appieno l’idea di autenticità, fuori da ogni schema standardizzato.

Noi siamo pronti per organizzare un’altra degustazione! E voi? Stay Tuned!

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